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Daniele Leggio

Il mondo è incerto. Questo non è il vero problema


Il mondo è incerto. Questo non è il vero problema

Come sentirsi al sicuro al giorno d'oggi

Daniele Leggio

Sono le 7:00 di mattina, mi preparo per uscire ad allenarmi, prendo il mio orologio per contare le ripetizioni ma è scarico. Decido quindi di prendere il telefono, lo accendo e arriva una notifica di messaggio su Instagram.

Apro e leggo;

“Daniele, come si fa a sentirsi al sicuro in un mondo così?”

Guerre, tensioni tra paesi, decisioni politiche incomprensibili, innocenti che muoiono.

La sensazione è sempre la stessa:

Il mondo sembra impazzito, anzi molti sentono che è proprio un delirio.

“I governi non rispettano i trattati internazionali.”
“Chi ha potere sta rovinando il mondo in cui viviamo.”
“nessuno fa niente, questo mi fa dubitare dell’umanità.”

Siete stati in tanti a scrivermi questo tipo di messaggi, chiedendomi consiglio su come gestire la propria vita quando si sente che non si ha nessun potere.

Perchè tutto sembra dire una cosa sola, “siamo fottuti!”🤯

Ansia, rabbia, frustrazione, tristezza, ingiustizia, insicurezza.

Emozioni diverse che in realtà hanno tutte la stessa radice.

PAURA.

Ed è capitato anche a me più volte di trovami a scorrere le notizie e poi sentirmi strano, come distaccato, le spalle tese, il respiro più corto.
Una sensazione strana, come se stessi guardando un abisso troppo grande per essere compreso.

A quel punto mi sono chiesto:
“Cosa sta succedendo dentro di me in questo momento?”

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Il vero problema

Quando parliamo di queste cose non stiamo parlando solo di politica.

Stiamo parlando di vite umane.

Di civili innocenti che muoiono in guerre che non hanno scelto.
Di famiglie che perdono tutto.
Di decisioni prese lontano da milioni di persone che poi ne subiscono le conseguenze.

È questa la parte che ci ferisce davvero.

Perché davanti a queste situazioni spesso nasce una domanda:

Com’è possibile che gli esseri umani arrivino a fare questo?

E insieme arriva spesso un’altra sensazione molto difficile da sopportare.

L’impotenza.

La sensazione che alcune decisioni vengano prese da persone lontanissime da noi e che noi non possiamo fare nulla per impedirlo.

Se senti questo peso non c’è niente di strano.

È la risposta naturale di una coscienza umana davanti all’ingiustizia.

Dimostra che gli esseri umani sono imperfetti.

E, a quanto pare, lo sono sempre stati.

Consapevolezza travestita

Il problema non è l’informazione.

Il problema è l’identificazione.

Quando la mente inizia a raccontarsi la storia che qualcuno potente sta distruggendo il mondo, nessuno fa niente, quindi non siamo al sicuro.

il sistema nervoso per forza di cose entra in modalità minaccia e succedono due cose.

La prima: perdi lucidità.
La seconda: perdi potere personale.

e questa non è una buona combinazione.

Il cervello ama il pericolo

Il cervello umano è progettato per dare priorità alle informazioni negative; in neuro scienza chiamato "negativity bias."

Dal punto di vista evolutivo era molto utile.

Se un nostro antenato ignorava una bella notizia non succedeva nulla.

Se ignorava un segnale di pericolo…
beh, diciamo che non diventava nostro antenato.🙃

Il problema è che oggi questo meccanismo viene attivato continuamente.

Ogni notizia di crisi accende il sistema di allarme.

E quando il corpo è in allarme la mente cerca altre informazioni che confermino quella sensazione.

Così torniamo alle notizie.

Ancora, ancora e ancora.

Non solo perchè speriamo in una soluzione ma perché il cervello sta cercando di capire il pericolo.

E allora non è nemmeno ansia quella che senti, diventa terrore.

L’illusione di controllo

La mente ama avere la sensazione di controllo.

Il problema è che la vita non per sua natura non può essere controllata.

Tu provi ci provi e indovina chi vince sempre?

La vita

Possiamo avere compassione per ciò che accade nel mondo?

Certo.

Possiamo provare tristezza quando vediamo sofferenza?

Assolutamente.

Possiamo desiderare che certe decisioni fossero diverse?

Sarebbe strano il contrario.

Ad un certo punto però se voglio veramente fare qualcosa di buono dobbiamo affrontare una realtà che non è facile accettare.

Le cose non possono essere diverse da come sono in questo momento.

Non significa che siano giuste.

Significa semplicemente che sono già accadute.

E spesso la sofferenza nasce dal tentativo mentale di combattere qualcosa che è già successo.

La domanda che cambia prospettiva

A questo punto quindi non ho una risposta facile a tutto questo. Ma c’è una cosa che ho imparato guardando cosa succede dentro di me quando mi lascio travolgere da queste notizie;

Reader, sei assolutamente certo di sapere come andrà il futuro?

che il mondo peggiorerà?

che l’umanità andrà nella direzione che temi?

Se siamo onesti la risposta è semplice.

Non lo sappiamo.

Nessuno lo sa.

Eppure la mente prende alcuni eventi reali e costruisce una storia completa sul futuro.

Il corpo reagisce a quella storia come se fosse già accaduta.

Così finiamo per vivere oggi dentro un futuro immaginato (spesso negativo e catastrofico)

E qui arriva la parte più difficile.

Quello che sto suggerendo non è ignorare il mondo.

Ma qualcosa di molto più impegnativo.

Significa scegliere di non vivere costantemente in uno stato di paura.

Serve coraggio per farlo.

Perché la paura dà una sensazione di controllo.

Restare lucidi invece richiede fiducia.

Quando il sistema nervoso è in allarme il mondo sembra inevitabilmente più pericoloso, invece quando il sistema nervoso è stabile la mente diventa più chiara.

E una mente chiara può comprendere meglio ciò che accade, distinguere i fatti dalle narrazioni e agire con più responsabilità.

A mio avviso il mondo non cambia solo attraverso le decisioni dei governi, cambia anche attraverso lo stato interiore delle persone che lo abitano.

Quindi Reader la domanda più interessante secondo me non è:

“Il mondo è al sicuro?” (non lo sarai mai)

La domanda è:

Chi scegli di essere dentro questo mondo incerto?

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Dove trovare sicurezza

A questo punto nasce una domanda molto concreta.

Se il mondo rimane incerto, dove troviamo la sicurezza?

Per anni abbiamo cercato sicurezza fuori da noi.

Nelle istituzioni.
Nella stabilità economica.
Nelle regole.
Nell’idea che qualcuno stia controllando tutto.

Il problema è che la storia ci mostra continuamente che il mondo esterno sarà sempre, in qualche misura, imprevedibile.

Questo non significa che siamo condannati a vivere nella paura.

Significa che dobbiamo imparare qualcosa di diverso.

Spostare il punto di stabilità.

Negli ultimi anni ho studiato e rifinito un approccio (trasmessomi dal mio maestro) che non ho mai trovato in nessuna meditazione.

L’idea di base è sorprendentemente semplice.

La sicurezza non nasce quando il mondo diventa prevedibile.

Nasce quando il nostro sistema nervoso impara a rimanere stabile anche quando il mondo non lo è.

Non è una filosofia, è un allenamento.

Significa imparare a stare anche con ciò che è scomodo, far SENTIRE al corpo e alla mente la vera sicurezza.

Dalle parole del mio maestro: "la vera sicurezza è non avere bisogno di nessuna sicurezza esterna".

Ti sembra lontano? Ti capisco, io stesso lo ero.

Ma ho rimosso tutto lo scetticismo quando ho sentito su di me la capacità di stare anche con ciò che è scomodo.

Inoltre la scienza spiega questa capacità della mente; si chiama neuroplasticità.

(e gli antichi lo avevano capito già molto tempo fa).

In altre parole, non possiamo controllare tutto ciò che accade là fuori.

Ma possiamo allenarci a non perdere noi stessi quando il mondo diventa caotico.

Se hai piacere rispondimi,

Daniele

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